
Marco Lugli ritorna a presentare la sua produzione nella sua città dopo 2 anni.
Alla mostra saranno presenti opere realizzate su nuovi materiali (principalmente scagliola applicata su ferro) e opere della produzione più classica su lamiere di ferro acidate.
Le opere appartengono a due distinte serie.
La serie "Ci sono anch'io", che da nome alla mostra, è un omaggio alle popolazioni ed alle culture che Marco incontra nei suoi viaggi.
Si tratta di mani protese a volte e domandare, a volte ad offrire. Sempre comunque a protese per comunicare una presenza che non vuole essere dimenticata.
La seconda serie è chiamata "L'infinito e L'Umano". Al contrario di quello che può apparire dal titolo, non parla di confronto tra la finitezza dell’uomo e l’infinito
ma rappresenta in qualche modo la presenza dell’infinito nell’uomo. Non di un infinito trascendente, ma solo un infinito temporale, un marchio umano che si protrae
nel tempo nonostante la vita dell’uomo sia così breve.
Come si protrae questo segno di umanità? Con ciò che tramanda le esperienze dell’uomo, ossia la scrittura e la parola.
Ecco allora la presenza di lingue antichissime come il sanscrito e l’amarico.
Con la procreazione e l’insegnamento. Ecco allora la presenza, almeno nei dittici, dell’elemento maschile e di quello femminile assieme.
Con la manualità e le opere che essa genera, ecco spiegata la presenza delle mani.
Prosecuzione della specie, insegnamento, scrittura, opere… tutte cose che permettono alla razza di lasciare un segno e di evolvere nel tempo infinito che abbiamo davanti come specie ma non come singoli esseri umani
In questa mostra manca quella parte della nuova produzione di Marco Lugli che assieme alla serie "Ci sono anch'io" sta segnando una svolta (o forse solo una parentesi)
verso cromie chiare e soggetti rassicuranti. Parliamo della produzione su tela e scagliola, che verrà presentata, in contemporanea a questa mostra, alla prima edizione dell'Arte Fiera di Piacenza, in programma da Venerdì 4 Novembre a Lunedì 7 Novembre.